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Sindaco di Venezia Metropolitana:

15.05.2015

Alla tavola rotonda organizzata a Mestre dalla Camera di Commercio di Venezia hanno partecipato quasi tutti i candidati sindaci della futura Città Metropolitana, per firmare simbolicamente un accordo di comune intesa: tutti i cittadini abitanti i 44 comuni della provincia hanno diritto a votare per la nuova figura che andrà a coordinare e gestire Venezia e il suo prezioso territorio.

Una responsabilità non da poco, e che per molti si profila come una sfida. Giuseppe Fedalto, Presidente della CCIAA di Venezia, ha ricordato che si tratta di interagire non solo con quasi 900 mila abitanti, ma anche con le associazioni di categoria e con il mondo dell’impresa per essere davvero efficaci e più rilevanti a livello nazionale ed internazionale.

L’incontro di Martedì 12 maggio è stato molto utile per comprendere i principi che ispirano i candidati sindaci alla guida di Venezia metropolitana: Gian Angelo Bellati, Luigi Brugnaro, Davide Scano, Camilla Seibezzi e Francesca Zaccariotto. Cultura, mobilità, turismo e tema dell’acqua sono i temi su cui i vari candidati hanno esposto posizioni spesso opposte, ma sono anche i denominatori comuni su cui si gioca il destino di un territorio così vasto e unico.

Se da un lato si è discusso sulla separazione (via referendum) tra Mestre e Venezia infatti, dall’altro si è cercato di capire come rendere più coeso e dunque veramente metropolitano il territorio, attraverso una politica di gestione comune degli spazi ed una razionalizzazione delle strategie economiche e produttive. Mantenere le tante e diverse particolarità dei singoli comuni, ognuno con una sua storia ma anche con la propria serie di esigenze e bisogni non è facile. Al futuro sindaco è affidato il compito di sovraintendere a tutte queste variabili facendone sintesi attraverso un nuovo progetto metropolitano.

I candidati hanno inoltre proposto la propria visione su alcuni temi particolarmente strategici per il futuro governo della città, quali, ad esempio, l’utilizzo dei finanziamenti europei, l’attrazione di investimenti e, più in generale, il potenziamento dell’immagine internazionale di Venezia, oltre alle note difficoltà di bilancio che caratterizzano l’attuale gestione amministrativa.  Ciò che è emerso in maniera inequivocabile da ciascun candidato è stata proprio la volontà di lasciarsi alle spalle un periodo certamente buio della storia della città, per poterla guidare e proiettare verso uno scenario più in linea con la sua storia e tradizione.
 
 

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